Andrea Bajani, Il libro delle case

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Il libro delle case

U

n proverbio italiano dice: «La casa nasconde ma non ruba». Ci piace questo detto, che conferisce alla casa una parvenza umana - occhi per guardare, orecchie per ascoltare, mani per afferrare - e un’individualità propria, più o meno in accordo con quella dei suoi abitanti. Certo è che quel che la casa nasconde, lo restituirà un giorno sotto forma di anticaglia o di prezioso ricordo.

Fermiamoci un attimo a riflettere: quante case abbiamo abitato e quante ce ne siamo lasciati alle spalle? Ognuna di esse ci ha accompagnato per un breve o lungo tratto di vita; ci ha visto ridere, piangere, mangiare, dormire, amare, lavorare… alcune hanno esacerbato le nostre pene, altre hanno guarito le nostre ferite.

E se le case svolgono un ruolo così importante nell’esistenza delle persone, perché non dedicare loro un libro? È quello che fa Andrea Bajani in questo romanzo sui generis, in cui viene raccontata la storia di un ipotetico protagonista, chiamato Io, attraverso le case da lui occupate (39 per la precisione). Piccole, grandi, reali, figurate… Io le abita tutte, fisicamente, emotivamente o soltanto immaginandole. Ognuna di esse viene descritta in modo preciso e minuzioso, così da permettere al lettore di aprire la porta ed entrarvi.

«Le pareti sono bianche, non c’é niente di appeso; si vedono i fori dei chiodi precedenti e i riquadro dell’assenza di quel che c’era. Risale alla vita anteriore della casa.
Io non ha fatto niente per eliminare quelle tracce.»

Andrea Bajani

La vita di Io è il frutto di tutte le vicende accadute in ognuno di questi ambienti domestici. La sua esistenza e quella dei luoghi da lui occupati si confondono, diventano un solo corpo che vibra, un solo cuore che batte, mentre fuori imperversano i drammi della storia (il sequestro di Aldo Moro, il ritrovamento del corpo di Pierpaolo Pasolini, ecc.).
Difficile fare ordine in questo mare di eventi. Essi vengono narrati dall’autore in modo frammentato e discontinuo, come tanti tasselli di un puzzle destinato a non ricomporsi mai del tutto. Il risultato è un romanzo che necessita una lettura attenta, ma dall’armonia inconsueta e inaspettata.

Attraverso un susseguirsi di immagini evocative e poetiche, con lessico preciso, pregnante, Il libro delle case racconta in modo originale e innovativo la storia di un uomo, di una famiglia e di un intero paese.

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